Ecco a voi la quarta ed ultima parte della trascrizione della conferenza del Dott. Franco Berrino, Direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva, Istituto Nazionale Tumori di Milano, del 7 settembre 2011 dal titolo “Il cibo del bambino”; per chi lo desideri, la conferenza è ascoltabile clikkando qui.

Nei tre post precedenti (link here 1, 2 e 3) abbiamo trattato il tema dell’obesità e della relazione tra questa ed un’alimentazione iperproteica, l’inutilità degli omogeneizzati di carne, gli enormi benefici del latte materno, il problema dei menù della mensa scolastica, l’importanza di una sana e corroborante colazione (senza zucchero e/o merendine), il ruolo determinante del cibo e delle scelte dei genitori, il problema della sindrome ADHD nei bambini e la sua correlazione con il consumo di zuccheri e di coloranti, il vantaggio della scelta del biologico, i problemi causati dal latte vaccino ed infine l’assenza di prove scientifiche a sostegno della leggenda metropolitana che dice che latte e latticini migliorano le ossa dei bambini e prevengono l’osteoporosi.

Ebbene, forse è il caso di rispolverare le nostre conoscenze in tema di buona alimentazione, se davvero desideriamo fare il miglior servizio alle nostre piccole e splendide creature!

Di cuore, da parte di Ravanello Curioso, una buona lettura:

 “IL TEMA DELLA DIETA MEDITERRANEA

Che cos’è la dieta mediterranea? Che cosa mangiava il contadino dell’Italia meridionale prima della globalizzazione?

Mangiava:

QUESTA ERA LA DIETA MEDITERRANEA:

  • MANGIAVA LA PASTA MACINATA A PIETRA;
  • MANGIAVA I CERALI INTEGRALI;
  • MANGIAVA LA PASTA DI GRANO DURO;
  • MANGIAVA I LEGUMI, LE CICERCHIE, I CECI, I FAGIOLI, LE FAVE (SOPRATTUTTO IN SICILIA)
  • MANGIAVA LE VERDURE – MA NON LE PATATE
  • MANGIAVA L’OLIO DI OLIVA, ANCHE IN GRANDI QUANTITÀ
  • MANGIAVA LA FRUTTA
  • MANGIAVA I SEMI OLEAGINOSI, MANGIAVA LE NOCI, IL DOLCE ERANO, AD ESEMPIO, LE NOCI CON I FICHI! LE CASTAGNE!
  • MANGIAVA IL PESCE QUALCHE VOLTA
  • e MOLTO RARAMENTE MANGIAVA LE COSE DI DESTRA (CARNI, SALUMI, FORMAGGIO, BURRO, MARGARINE, PATATE, ZUCCHERI, DOLCIUMI).

QUESTA ERA LA DIETA MEDITERRANEA.

Voi sapete che è stato un americano che ha scoperto la “dieta mediterranea”? Lo scienziato americano Ancel Keys (1904-2004) che si era accorto che non c’erano malati d’infarto a Napoli e si chiese: “come mai non ci sono malati d’infarto che in America invece ce ne sono molti ed è la principale causa di ricovero?”. Ebbene vi sono una grande quantità di studi sul rapporto tra la dieta mediterranea e la salute infantile ED È MOLTO CHIARO CHE LA DIETA MEDITERRANEA:

  • protegge dall’asma e dalle dermatiti atopiche dei bambini,
  • protegge dall’obesità infantile,
  • riduce l’infiammazione e riducendo l’infiammazione miglioriamo anche le condizioni di gola dei nostri bambini, naturalmente conta l’inquinamento atmosferico per queste malattie di gola, per queste faringiti e per queste otiti, conta il fumo dei genitori, non è mica solo l’alimentazione visto che le cause delle malattie sono tantissime,
  • aumenta la funzionalità respiratoria, chiarissimo
  • riduce il rischio di ipertensione
  • migliora l’assorbimento intestinale del ferro e del calcio
  • e previene la stitichezza.

Sapete che le donne che fumano possono avere dei bambini che sono troppo piccoli alla nascita, ma anche per le donne fumatrici funziona la dieta mediterranea: per quelle che hanno una dieta mediterranea questo aspetto è meno problematico; comunque devono smettere di fumare lo stesso.

Per esempio questo è un grande studio sulla funzionalità respiratoria e sui livelli delle sostanze infiammatorie nel sangue. Queste sono le categorie di dieta mediterranea rispetto alla linea 0 che è il 25 % della popolazione infantile che è più lontana dalla dieta mediterranea. Risulta che il 25 % della popolazione che è più spostato verso la dieta mediterranea ha una funzionalità polmonare significativamente maggiore.

Questo invece è uno studio sull’assorbimento del calcio ed è uno studio sperimentale. Cosa significa? Vennero selezionati bambini con una dieta tradizionale/convenzionale (OSSIA QUELLA CHE OGGI FANNO I NOSTRI FIGLI) e furono “SPOSTATI” VERSO UNA DIETA MEDITERRANEA. Risultato? il calcio viene più assorbito e quello che viene assorbito viene più trattenuto dall’organismo. Nella dieta mediterranea ci sono meno proteine rispetto alle diete convenzionali che seguiamo oggi giorno; e SONO INFATTI LE PROTEINE CHE FANNO PERDERE CALCIO DALLE OSSA e questo succede anche nei bambini, non solo nei vecchi.

E che la “dieta mediterranea” facesse bene (nonostante il termine sia stato coniato da Ancel Keys) lo si sapeva già nella scuola medica salernitana:

Il menù prevedeva: “frittelle, panzarotti, bruschette, minestra di legumi, minestra di verdure, minestra d’orzo, zuppa di ceci e verdure, zuppa di pane e vino (non per i bambini), fagioli con verdure, purea di legumi, pane misto integrale, uva e fichi secchi, frutta di stagione, pesce con contorno di verdure, alici sotto sale, pesce lesso con vino e prezzemolo, carne di maiale con cipolle (sono i maiali di una volta questi, quelli che avevano i grassi polinsaturi, non sono quelli che mangiano il latticello di oggi), uova fresche fritte o sode.”

E la grande saggezza è racchiusa in queste frasi:

  • in primavera “omne virens fere tibi sit salubre”: si mangiano le cose verdi di primavera;
  • in estate “tunc tibi sint umida cum frigidis suscipienda”, allora mangiare delle cose umide e fresche;
  • in inverno “calida cum siccis quantum poteris tibi tollis”, cose calde e secche d’inverno.

Mi ricordo un paio di anni fa il Comune aveva fatto questa operazione bellissima d’inverno, di offrire una spremuta d’arancia ai nostri bambini (non so per quanto tempo l’hanno fatto). Una spremuta d’arancio mi chiedo? Proprio come suggerisce la saggezza antica “calida cum siccis” – caldo e secco che è quello che andrebbe offerto ai ragazzi d’inverno per riscaldarsi! Ma non vedete che la spremuta d’arancio rinfresca? Non dobbiamo darla d’inverno ai bambini! Se vogliamo mangiarla, forse ha più senso in Sicilia, quando fa caldo. Fanno bene le arance, ci mancherebbe. Ma se gli diamo la spremuta di arancia, poi hanno freddo questi bambini.

IL TEMA DELLA DISBIOSI INTESTINALE

Quindi IL PARADIGMA DELL’ALIMENTAZIONE DI OGGI, anche dei nostri bambini, SONO ZUCCHERI E FARINE RAFFINATE. Vi ricordate la prima figura che io ho mostrato, le merendine, la nutella?

E questo è il sistema complessivo:

  • Carni e latticini,
  • zuccheri (merendine, ad esempio) e farine raffinate (pasta e pane raffinati),
  • alimenti ad alto indice glicemico (le patate, alimenti ad alto indice glicemico),

da un lato causano la stitichezza (e quindi un cattivo funzionamento dell’intestino) e dall’altro causano tutti questi problemi che così spesso hanno i nostri bambini: questa è una mia interpretazione, non ci sono tanti studi scientifici sul rapporto che legano carni/latticini/zuccheri raffinati/faringiti/otiti. È una mia conclusione logica.

Quindi concludo raccontandovi questa mia storia: ne riparleremo il mercoledì di ottobre, il giorno 5, quando è prevista la conferenza “Nutrire il pianeta”. Nella foto siamo nel 1970, nel Burkina Faso, allora si chiamava Alto Volta; questa è la moschea e qui ci sono i bambini che seguivano le lezioni in questa moschea: vedete che non ce n’è nessuno grasso e stavano bene, e sapevano leggere e scrivere. Erano sani, complessivamente. Non c’era la fame, anche se erano molto poveri.

Pensate che l’anno scorso, è uscito questo studio: dei ricercatori di Firenze hanno fatto uno studio sulla “cacca” dei bambini del Burkina e l’hanno confrontata con la cacca dei bambini di Firenze e hanno scoperto che nei lattanti allattati al seno (li vedete evidenziati nel grafico), la composizione dei batteri è molto simile tra i due gruppi, ossia i bambini del Burkina Faso (vedete nell’immagine il villaggio dove hanno fatto lo studio) e quelli di Firenze.

Mentre invece, dopo lo svezzamento, la composizione dei batteri cambia totalmente: e la differenza sono i batteri che producono acidi grassi a catena corta che fermentano le fibre e la fermentazione delle fibre è quello che tiene sano il nostro intestino,

Nella figura:

  • vedete la produzione di acidi grassi a catena corta nel Burkina Faso rispetto a quelli dei bambini europei ( e qui ci sono i vari tipi di acidi grassi)
  • e guardate invece i batteri che hanno un maggior rischio di causare delle patologie intestinali (escherichia, salmonella, shigella, klebsiella) e sono MOLTO PIU’ FREQUENTI NEI BAMBINI DI FIRENZE, bambini sani, che non nei bambini africani.

Poi voi, come sapete bene, ci sono grossi problemi di infezioni intestinali negli africani, ma questi sono legati soprattutto ad un fattore di denutrizione, soprattutto quando c’è una denutrizione proteica perché se mancano le proteine si sta molto male, se mancano le proteine non c’è difesa immunitaria ed allora, se ci ammaliamo, moriamo di colera, di diarrea, moriamo di queste cose qua.

E le proteine ci devono essere nella dieta, ma ci devono essere nella quantità giusta, non nella misura DOPPIA O TRIPLA che consumiamo noi. C’è un certo squilibrio nel mondo: chi mangia troppe proteine e chi mangia poche proteine.

I bambini che abbiamo visto in Africa erano sani, stavano bene, avevano una dieta proteica prevalentemente vegetariana.

LE RACCOMANDAZIONI UFFICIALI

Naturalmente parto sempre da quella che viene fuori dal WCRF. Le raccomandazioni per la prevenzione del cancro:

  • Limitare i cibi ad alta densità calorica ed evitare le bevande zuccherate: non diamo le bevande zuccherate ai nostri bambini! Leggiamo le etichette! E come sapete se c’è scritto SCIROPPO DI GLUCOSIO-FRUTTOSIO è peggio dello zucchero.
  • Limitare le carni rosse ed evitare le carni conservate: queste sono anche le cause dell’obesità.
  • Mantenersi snelli.
  • Basare l’alimentazione quotidiana prevalentemente su cibi di provenienza vegetale con un’ampia varietà di cereali non raffinati (con attenzione ai primi due anni di vita, perché lì è meglio che i cereali siano un po’ raffinati), legumi, verdure e frutta: che è la DIETA MEDITERRANEA. 
  • Il progetto CUORE dell’Istituto Superiore di Sanità dice:

aumentiamo:

  • gli ortaggi e la frutta;
  • i legumi;
  • il pesce;
  • i prodotti integrali;

riduciamo:

  • gli insaccati, le carni grasse;
  • i formaggi;
  • i dolci industriali;
  • le farine raffinate;
  • le patate;
  • uova e frattaglie;
  • bevande zuccherate
  • e bevande alcoliche.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 2004, anche se in quell’anno ancora non era chiaro che sono le proteine il principale fattore che favorisce l’obesità nelle nostre popolazioni:

  • mantenere un peso forma
  • limitare l’assunzione di energia da grassi, ridurre il rapporto saturi/insaturi (cioè animali/vegetali) ed eliminare i grassi trans (quelli delle margarine e quelli delle brioche da banco);
  • aumentare il consumo di cereali, verdure, semi oleaginosi, verdura e frutta (già loro lo avevano capito e gli studi sono chiarissimi: chi mangia noci e nocciole, semi oleaginosi, si ammala meno d’infarto);
  • limitare il consumo di zuccheri semplici (all’epoca ci fu la guerra quando venne detto che lo zucchero non doveva superare il 10 % delle calorie totali che si mangiano; ma in realtà basta bere una lattina di coca cola al giorno che superi questo limite);
  • limitare il consumo di sale;
  • praticare esercizio fisico per almeno 30 minuti/die.

Il rapporto di policy, di politica nel senso nobile, del WCRF del 2009 per le scuole dice: 

    • fornire quotidianamente pasti salutari (che seguano le raccomandazioni su enunciate) per allievi ed insegnanti nonché spazi per la ricreazione e l’attività sportiva;
    • INCLUDERE OBBLIGATORIAMENTE LA NUTRIZIONE (COMPRESA LA PREPARAZIONE DEI CIBI E LA CUCINA) e l’attività fisica nel curriculum scolastico;
    • ASSICURARSI CHE IL MATERIALE DIDATTICO SIA INDIPENDENTE DA INTERESSI COMMERCIALI;
    • NON CONSENTIRE LA VENDITA DI BEVANDE ZUCCHERATE, NÉ DI MERENDINE O DI ALTRI SNACK RICCHI DI ZUCCHERO, SALE E GRASSI, NEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI E NEI BAR DELLE SCUOLE.

Sono cose banali.

Assicurasi che il materiale didattico sia indipendente da interessi commerciali.

Qui vi mostro le proposte di Cascina Rosa per la ristorazione scolastica:

  • evitare le carni conservate: pare che a Milano ci siamo; non ci sarà più il prosciutto cotto nelle mense di Milano;
  • che non ci siano bevande zuccherate;
  • che non ci siano grassi idrogenati, cioè margarina;
  • e sarebbe interessante arrivare alla raccomandazione del WCRF che dice di basare prevalentemente l’alimentazione sul cibo vegetale:
  • quindi che i prodotti animali siano in meno della metà dei pasti;
  • che i dolci non abbiano zucchero.

 CHE IL MATERIALE DIDATTICO SIA INDIPENDENTE DA INTERESSI COMMERCIALI.

L’appuntamento prossimo è per mercoledì 5 ottobre con la conferenza Nutrire il pianeta!. Vi ringrazio.”

Ravanello ringrazia tutti coloro che hanno seguito questo lavoro e spera che sia stato utile a qualche lettore e che abbia offerto la grande opportunità di riflettere sul cibo che doniamo ai nostri figli. Quasi sempre si cucina loro credendo di fare del bene ed agendo in base a convinzioni consolidate e diffuse IN TUTTA LA SOCIETA’.

Ne ricordiamo alcune?

  • Lo zucchero fa bene al cervello.
  • Bisogna dare tante proteine ai bambini.
  • Se un bambino non mangia la carne diventa anemico.
  • Il latte fa bene alle ossa.
  • Ecc … ecc …

E come avete potuto appurare, benchè si tratti di convinzioni radicate nelle case di tutti gli italiani e sulle bocche di molti medici, sono però TUTTE GROSSOLANE FESSERIE.

Ed allora Ravanello pensa che, se ci accorgiamo che le premesse in base alle quali agiamo sono sbagliate, nulla ci può impedire, come genitori, di percorrere nuove strade per arrivare a proporre nuovi piatti ai nostri ragazzi con l’obiettivo di sempre: dare loro il meglio per farli crescere sani.

Questa volta, però, con reali benefici per la loro salute e per il loro benessere psicofisico.

Un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!!

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