Il rapporto di policy per le scuole del WCRF World Cancer Research Fund International, anno 2009 (qui il post del Ravanello), prescrive di “includere obbligatoriamente la nutrizione (compresa la preparazione dei cibi e la cucina) e l’attività fisica nel curriculum scolastico”.

Se l’attività fisica si fa in tutte le scuole italiane, delle lezioni di cucina … si è persa traccia!

Fortuna che in Italia, e più precisamente a Milano, qualche felice caso c’è!

E allora Ravanello è felice di presentarvi «LA SCUOLA DELLA SALUTE» “un progetto rivolto alla scuola secondaria che nasce dalla collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e l’associazione Chiamamilano. Partner dell’iniziativa, che ha come ambito di riferimento ottimale la scuola pubblica, sono il Liceo Classico Zucchi di Monza, l’Istituto Machiavelli di Pioltello e il Liceo Agnesi di Milano. Presso queste scuole si svolge un intervento pilota che coinvolge professori e studenti in un percorso didattico e di formazione innovativo su alimentazione, tabagismo, qualità dell’aria indoor e outdoor.”

L’iniziativa sta riscuotendo un grande successo e vi è attivo un canale dedicato su youtube, dove potete andare a sbirciare tra i video dei ragazzi, con i loro commenti, le loro impressioni ed i laboratori di cucina attivi!

Udite, udite … questa volta sono i ragazzi a dirci delle cose mooooooolto interessanti!

Che cosa avete scoperto con questo corso? Un prodotto, un alimento che non avevate mai consumato con piacere e che invece avete “riscoperto”?

[ragazza 1] Beh innanzitutto ci hanno fatto consumare dei cibi sani, anche dei biscotti che non avevo mai provato, a base di farro, che è un cereale che non avevo mai assaggiato dentro ai biscotti. Perché noi siamo abituati a mangiare delle brioches o dei biscotti confezionati con dentro un po’ di tutto e delle cose che non ci fanno proprio bene. Questo corso ci ha aiutato a darci una guida per dei cibi sani ed anche gustosi, un buon compromesso tra salute e gusto.”

“Questi sono messaggini che avrebbe senso far girare su facebook, eh? Io volevo chiedervi cosa avete pensato quando vi hanno proposto questo corso di cucina? Tu cosa hai pensato, vado, non vado?”

[ragazzo 1] “Io ho pensato: vado e imparo qualcosa comunque! Io, come si può ben vedere, sono uno che mangia le brioches e queste cose, e praticamente non dico che adesso non le mangio più, ma quando le mangio … ci penso e ne mangio un po’ di meno.”

“Beh certo, non è che adesso ci si può togliere tutto! Eh no, eh? Quando tu hai cucinato, ti hanno anche insegnato a leggere le etichette. Tu vai mai a fare la spesa con i tuoi o vai da solo. O ti mandano loro?”

[ragazzo 2] “Mia mamma è un orologio svizzero e lei di solito va a fare la spesa il giovedì mattina ed io, essendo a scuola, non posso andare. Di solito l’accompagno in estate. Mi mamma prende poca roba … dice sempre che siamo degli avvoltoi … guarda molto alla qualità, prende le cose fresche e non usa surgelati, anche perché le piace mangiare, io infatti sono abituato a mangiare bene. Siamo una famiglia in cui il mangiare lo vediamo come una cosa importante.”

“Sai che leggevo proprio dalle ricerche che sta ritornando quello che facevano le nostre nonne, il mangiare insieme ai figli, che li fa crescere, ma nel senso lato del termine perché li protegge, non solo li nutre fisicamente”

[ragazzo 2] “E’ un momento per parlare della giornata, è un momento importante!”

“ … e per mangiare cose di qualità ed a Cascina Rosa avete imparato anche a “scegliere”! Come è andato il corso, che cosa ti è rimasto del corso e che cosa hai trasferito a casa, dato che la Preside sottolineava che è molto importante anche l’alleanza con i genitori?”

[ragazzo 3] “Inizialmente mi è sembrata una cosa molto banale e l’ho presa un po’ sottogamba, poi sabato pomeriggio, perché io al contrario suo vado di sabato pomeriggio a fare la spesa, ho guardato molto le etichette e le varie gradazioni di zucchero che era dentro al cibo e sono rimasto sorpreso perché [i produttori, gli industriali, ndr] cambiano magari i vari nomi ed una persona non è che sta lì a guardare “saccarosio”, “glucosio”, “fruttosio” e invece è molto importante!”

“Le verdure, queste benedette verdure, il nemico … eh eh  .. perché mangiate solamente quelle che volete voi ed in padella fritte! Che cosa hai imparato tu a cucinare a Cascina Rosa, per quanto riguarda le verdure?”

[ragazza 2] Riguardo alle verdure non molto. Però quando sono andata a casa, ho provato a fare le “cecine” [piccoli pancakes di farina di ceci, da cuocere in padella, ndr] e non mi sono venute! Però a Cascina Rosa ci hanno fatto vedere che cucinavano per un congresso di dottori, ci hanno fatto vedere che cucinavano le verdure, senza grassi, abbiamo anche visto dei dolci a base di verdure!”

“Ma ti è venuta voglia di mangiare qualche cosa di particolare che di solito non mangiavi a casa?!”

[ragazza 2] “Le cecine!”

“Ma ridateci allora la ricetta delle cecine!”

[ragazzo 4] Sono di farina di ceci e acqua … a casa non ci ho provato!

“Tu cosa hai fatto a casa delle cose che hai imparato?”

[ragazzo 4] A casa devo ancora provarci perché avrei intenzione di fare le cecine che mi sono piaciute molto … lei mi ha detto che non era riuscita a farle ed io quantomeno ci proverò!”

“Mi piacerebbe, prima di dare la parola all’altro gruppo, che ciascuno di voi ci desse un po’ una chicca di quello che ha imparato in questo corso. Se voi doveste scrivere in un messaggio: “ho imparato”, “ho capito” … cosa direste?”

[ragazza 2] “Che è importante guardare le etichette perché ha importanza per capire il contenuto delle cose che mangiamo e comunque di non credere subito all’apparenza dei prodotti, ma di andare a scoprire a fondo che cosa c’è dentro”.

“Che può anche essere divertente! E tu cosa hai imparato … oppure un segreto che ci vuoi dare? Noi siamo a scuola della salute e voi siete i nostri … insegnanti!”

[ragazza 1] Quello che io ho capito più di tutti è il fatto di preferire degli zuccheri complessi, soprattutto alla mattina per colazione, perché durante la giornata il nostro corpo li assimila meglio e riescono a darci il senso di sazietà per più tempo, perché noi magari mangiamo degli zuccheri come il fruttosio che si sciolgono subito e danno in fretta la sensazione di vuoto nello stomaco, e così siamo pronti a mangiare delle altre cose, mentre comunque dei biscotti naturali o delle cose più sane, ci porterebbero a mangiare di meno ed a rendere di più durante il giorno”.

[ragazzo 2] Io ho provato a fare la piadina ed ho visto che è facilissima! Un po’ di farina [integrale o semi integrale, ndr] e acqua e viene! E vai di piadina! Ed è buona e sazia molto!”. [Per vedere il video, link here].

Beh, semplice eppure tutto così sorprendente!

Perché non mostrare il video anche ai “nostri” ragazzi e fare due chiacchiere insieme? Magari provando già alcune delle belle ricette che sono state pubblicate sul sito di “La Scuola della Salute”.

E pensandoci bene, se ciascuno di noi avesse il coraggio di guardare più in là del proprio orticello e se Ravanello stesso si mettesse a guardare un po’ più in là dell’orto dei Ravanelli, che cosa potrebbe succedere? Dove potremmo arrivare se tutti insieme chiedessimo la concreta applicazione di questo banalissimo eppure inapplicato principio: “includere obbligatoriamente la nutrizione (compresa la preparazione dei cibi e la cucina) nel curriculum scolastico“?

Che sia il caso di attivarsi per una petizione su scala nazionale?

Un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!

PS: Il rapporto di policy, di politica nel senso nobile, del WCRF del 2009 per le scuole dice: 

  1. fornire quotidianamente pasti salutari (che seguano le raccomandazioni su enunciate) per allievi ed insegnanti nonché spazi per la ricreazione e l’attività sportiva;
  2. includere obbligatoriamente la nutrizione (compresa la preparazione dei cibi e la cucina) e l’attività fisica nel curriculum scolastico;
  3. assicurarsi che il materiale didattico sia indipendente da interessi commerciali;
  4. non consentire la vendita di bevande zuccherate, né di merendine o di altri snack ricchi di zucchero, sale e grassi, nei distributori automatici e nei bar delle scuole.
Annunci