Quando alle feste “comandate” Ravanello viene, suo malgrado, vessato dal suono delle lingue termofuse di variopinti food tray, entro cui agonizzano emulsioni spacciate per “insalata russa” e quando il roboante parentame, sempre generoso di supplettive afflizioni, va in loop con la nenia di lodi e riguardi per quel sottoprodotto dei banchi “tutto pronto” della GDO o di gastronomie uscite da una pellicola di Zack Snyder o di Wes Craven … Ravanello che fa? Mentre il parentame, belante apprezzamenti, si persuade e suggestiona a vicenda di inesistenti bontà, e mentre l’insalata “russa” (fortuna sua che è incosciente e continua a russare beata), Ravanello ripete in testa mantra alfanumerici privi di significato alcuno e sostiene, al contempo, annuizioni cordiali e risate di assenso in risposta al florilegio di cazzate sparate a raffica sul conto di una roba che (diciamocelo senza pudori) ha un colore giallo-piscio, un afrore di uovo mummificato ed una lista di ingredienti sospetti che non serve la CIA per capire che un viaggio senza ritorno nella colonna di scarico del vostro WC sarebbe cosa buona e giusta. Peccato solo per l’inquinamento!

Beh, su una cosa Ravanello non ha dubbi: quella roba non è insalata russa … l’unica cosa che russa è la cultura culinaria degli astanti, le cui papille gustative, beneficiando di una fortuita manovra fiscale, sono in prepensionamento da decenni.

ED ALLORA VI PREGO, VI SCONGIURO! FACCIAMOLA A CASA L’INSALATA RUSSA!!

E’ un piatto semplice semplice, di sola maionese, arricchito da due patate in croce con un’idea di carote e piselli … e che ce vò?

Insalata (alla) russa: La voce italiana che indica un “particolare tipo di antipasto a base di sottaceti, verdure e maionese” è documentata per la prima volta nel dizionario del Panzini (1908) ed è da considerarsi un calco del francese salade russe attestato a partire dal 1877: come tale, la voce fu rifiutata dai puristi, ma riuscì comunque a diffondersi ampiamente nell’uso. Non sono chiari i motivi per i quali a questo particolare piatto venga attribuita un’origine russa: pare che un tipo di preparazione analoga all’insalata russa fosse nota in precedenza, almeno in area italiana, come ‘insalata alla genovese’, ma manca al momento una ricerca specifica e la documentazione relativa. Molto spesso, del resto, i nomi di piatti assumono determinazioni d’origine del tutto fantasiose o comunque prive di riscontri storici: in Francia ad esempio il ‘génois’ (genovese), tanto per rimanere in argomento, è un biscottino sottile di pasta frolla farcito con confettura, preferibilmente di ciliegie o fragole, e questo tipo di dolce sembra totalmente assente dalla tradizione ligure.” da La Civiltà della Forchetta, link here.

 

Ingredienti:
  • maionese veg ca 300 gr
  • 2 patate bio di media grandezza
  • 2 carote bio e pari peso di piselli bio (freschi o congelati)
  • sale integrale bio qb
  • pepe o peperoncino a piacere

Munirsi di una pentola di acqua leggermente salata e portare al bollore. Pelare patate e carote e, quando l’acqua bolle, versarle nella pentola. Dopo 15 minuti, tastare le carote con una forchetta; se questa penetra senza difficoltà, le carote sono pronte. Prelevarle dall’acqua e metterle a raffreddare. Unire alle patate, i piselli e continuare a cuocere per altri 15 minuti. Verificare a questo punto il grado di cottura delle patate, sempre con i rebbi di una forchetta; se anche queste son pronte, scolare il tutto e mettere a raffreddare, avendo cura di conservare il brodo vegetale per altri utilizzi.

Tagliare patate e carote a dadi o dadini, a seconda dei gusti ed amalgamare alla maionese: salare e pepare a piacere.

Et voilà … l’insalata russa è pronta!

E come sempre un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!

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