Cari tutti, bentrovati! Oggi vi presento gli involtini di verza, un goloso secondo, ma anche un’ottima idea per riciclare cereali avanzati.

L’involtino è una preparazione sempre stuzzicante, estremamente versatile e che permette di far fuori avanzi che non vi va più di consumare nei consueti modi. L’esecuzione è sempre semplice e veloce, ma per ottenre un risultato ottimale, è bene seguire alcuni trucchetti. Quello che vi voglio evitare è di ottenere involtini acquosi oppure disfatti (cosa che, ahimè, capita anche al ristorante!). I nostri involtini saranno turgidi, compatti senza essere legati con alcunchè (nemmeno con fili di erba cipollina o stecche da spiedo) ed al contempo risulteranno morbidi e golosi.

Potete proporre gli involtini di verza come secondo piatto, con un bel contorno di verdure saltate e colorate.

Ed ora procediamo!

Ingredienti per 4 persone (ca 3 involtini a testa):

  • 1 verza media bio
  • ca 400 gr di cereale cotto bio (nel nostro caso quinoa)
  • 1 porro bio
  • 1 o 2 C di lievito alimentare bio
  • pan grattato integrale bio
  • qualche C di semi di girasole, sesamo o altro a piacere
  • olio EVO bio
  • sale integrale
  • 200 gr di passata di pomodoro bio

Prelevare 12/15 foglie di verza intere e tenere da parte. Tagliare a julienne la restante verza.

Portare a bollore una pentola di acqua salata e tuffarci le foglie di verza, 3/4 alla volta, facendole bollire per un massimo di 3 minuti. Riporle su un piatto e procedere fino ad esaurimento.

Strizzare le foglie con cura, per evitare che gli involtini risultino “acquosi”, e stenderle. Incidere nel centro le nervature più grosse per facilitare l’operazione di arrotolamento dell’involtino.

Nel frattempo preparare un soffritto con il porro ed adagiarvi la verza tagliata a julienne; saltare per pochi minuti ed insaporire a piacere. Aggiungere il cereale scelto (nel nostro caso la quinoa) e legare con pangrattato e lievito; arricchire, infine, con i semi. Far raffreddare completamente.

Con le mani, modellare delle polpette di ripieno, compattandole un poco e depositare sulle foglie di verza.

Arrotolare le foglie, partendo dalla costola centrale, e poi chiudere a pacchetto le ali esterne.

Per assicurare una buona tenuta all’involtino ed evitare che in fase di cottura si apra o si disfi, usare ancora le MANI: schiacciare l’involtino nel palmo della mano in modo da far aderire meglio il ripieno al suo involucro. Come vedete nella foto, l’involtino tiene e sta insieme senza bisogno di nessuna stampella. ;-D

Ora non ci resta che cuocere gli involtini.

Le possibilità sono diverse: in pentola, su un letto di buon sugo, spolverizzati di pan grattato e qualche cucchiaio di lievito, con un filo di olio EVO; li faremo cuocere a fuoco dolce, con coperchio chiuso, per una ventina di minuti. Oppure si possono passare al forno su un letto di besciamella veg, e di nuovo ricoperti di besciamella e di grana vegan. In questo caso, andranno cotti a 200 gradi, per circa 20 minuti, e poi gratinati leggermente sotto il grill per una golosa crosticina.

In poche parole, gli involtini di verza sono buonissimi ed anche i bimbi sapranno apprezzarli. Per i grandi intenditori, la festa è assicurata.

E come sempre un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!

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