La “Tapenade” (French pronunciation: [tapənad]) è un piatto tipico Provenzale: il nome deriva dalla parola impiegata per indicare i “capperi” nella lingua occitana. Questa salsa densa e succulenta fa capolino come piatto fisso nel tradizionale “aperitivo” ed in molte altre ghiotte preparazioni.

“Fino a metà dell’ottocento la ricetta era una semplice pasta d’olive nere ed olio d’oliva; furono i Siciliani immigrati in Provenza che aggiunsero a questa pasta i capperi della loro Sicilia, così saporiti e profumati, e da qui nacque appunto la Tapenade.” come ci insegna Gustosamente Insieme.

Come per il pesto di pomodori secchi, per la sua realizzazione si può adoperare il mixer od il mortaio: la Tapenade, a seconda dei gusti e del tempo di lavoro, risulterà più o meno liscia o granulosa.

E prima della ricetta, veniamo alla citazioni; l’idea è in gran parte tratta dal Libro “Solo Crudo” di Stefano Momentè e Sara Cargnello.

Preparazione

  • 1 T di olive essiccate al sole e denocciolate
  • ½ T di nocciole bio
  • 3 C di capperi dissalati bio
  • 2 C di succo di limone bio
  • 1 spicchio d’aglio bio
  • origano bio qb
  • timo bio qb
  • basilico bio qb

Mixare tutti gli ingredienti, fino ad ottenere la consistenza preferita: la mia è granulosa e non completamente liscia. Certo sarebbe meglio usare un mortaio … ma …

Ne approfitto, infine, per ricordarvi che vi aspetto tutti al mio contest di cucina Ricette d’Estate, ricco di premi e cotillons, con la mitica collaborazione di Genitori Veg!

E come sempre un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!

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