La mamma Ravanella giungeva dalla campagna con due grappoli di succulenta e dolcissima uva nera. Ed ecco Ravanella partire alla riconquista della sua pasta madre.

E focaccia fu!

Ingredienti per una teglia:

  • 1 kg di uva nera
  • 1/2 kg di pasta per pizza, lavorata con pasta madre
  • rosmarino (io uso quello di Annalisa)
  • 2 C di sapa (io uso quella di Annalisa)
  • 2 C di malto di riso bio
  • olio EVO
  • sale integrale, 1 pizzico

Procedere come d’abitudine per la pasta da pizza, seguendo il metodo della doppia lievitazione che abbiamo già spiegato qui: partendo da ca 100 gr di pasta madre, al primo rinfresco aggiungere, direttamente nell’impasto, 2 C di sapa e 2 C di malto (o, se preferite, succo d’acero, miel de palma o sciroppo d’agave, dimezzando le dosi) e lavorare con 50 gr d’acqua e 50 gr di farina (metà integrale e metà di tipo 1).

Lavorate per qualche attimo e mettete a lievitare per 4 ore.

Riprendere l’impasto, del peso di circa 200 gr, ed aggiungere un pizzico di sale, 100 gr di acqua e 200 di farina sempre mixata. Lavorare fino ad ottenere una palla morbida ed elastica, aggiustando con acqua o farina a seconda della necessità.

Stendere l’impasto in una teglia, ricoperta di carta da forno, e ricoprire interamente con gli acini d’uva, premendoli leggermente nell’impasto. Spennellare con olio extra vergine e profumare con rosmarino.

Far lievitare altre 3 ore.

Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 250 gradi. Cuocere per circa 20/25 minuti.

Inutile dire che calda è golosissima, ma il giorno dopo offre veramente il meglio di sè.

Nota bene: ieri pomeriggio ho dedicato un’ora del mio tempo alla lavorazione di tutto quello che vedete in foto: pane all’olio, pane ai semi di zucca, focaccia con uva e girelle alla carrube. Insomma, a fronte di un modesto investimento in termini di tempo, il risultato si presenta grandioso: la mia piccola Ravanellina godrà di merende golose, il marito Ravanello banchetterà felice ed io potrò riposarmi … perchè ho già sottratto alla vista dei due famelici metà della produzione, tagliata, porzionata e riposta nel congelatore per goderne anche la settimana ventura.

Insomma pensiamoci, a volte basta un pò di organizzazione per essere felici.

E come sempre un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!

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