Il macco di fave, in siciliano Màccu di favi, è un piatto tipico che trae origine nella provincia di Agrigento (ma qualcun altro dice Ragusa … mumble, mumble) e la sua preparazione è diffusa in tutta la Sicilia occidentale. (Fonte Wikipedia). Il nome Maccu, inoltre, deriva dal tardo latino maccare, che vuol dire schiacciare, ridurre in poltiglia e si ricollega a Maccus, personaggio delle favole romane, che mangiava sempre e combinava guai, insomma il degno progenitore di Pulcinella. (Fonte: Ricette di Sicilia)

Poichè sono una Ravanella tremendamente curiosa, di nome e di fatto, ho pazientemente trapanato le orecchie della mia collega agrigentina che, mossa da sfinimento e dalla consuetà generosità delle gente del Sud, è rientrata dalla sua meravigliosa isola facendomi dono di un bel cestino di fave secche, prodotte dal suo babbo, nonchè della ricetta di casa preparata da sempre dalla sua mamma.

Non riesco a descrivere la felicità provata in quel momento, che mi ha anche sostenuta nelle due settimane di ricerche per trovare (a Milano!) tutte le verdure necessarie per realizzare un Màccu degno di tale nome. Ed eccovi la delizia che ho preparato, un piatto vegan all’origine e che non richiede modifica alcuna. Sicchè armiamoci e partiamo!

Ingredienti per 4/5 persone:

  • 300 gr di fave secche decorticate bio
  • 600 gr di tenerumi puliti bio
  • 1 zucchina pelosa siciliana bio
  • 2 pomodori pelati bio
  • 1 mazzetto di finocchietto selvatico bio
  • riso bianco 1 pugno (facoltativo)
  • 200 gr di spaghettini spezzati bio
  • olio EVO bio
  • sale o, meglio, dado fatto in casa
  • pepe

Verdure siciliane: per chi non le conosce, vi mostro i tenerumi, che sono i germogli “teneri” delle zucche lunghe, botanicamente Lagenaria siceraria, tanto diffuse in Sicilia. Fonte: Gli orti insorti.

Le “zucchine pelose”, come sono chiamate dalla mia collega agrigentina, sono proprio gli zucchini oblunghi che vedete pendere dai tenerumi: notate che meraviglia, appesi al pergolato, con i loro gioielli.

Foto piccola sopra di Lalletta, del blog Mysia e foto a sinistra di MUDDIKI. Clikkate sulle immagini per vederle ingrandite.

Procedimento per preparare il Màccu: sciacquare le fave e metterle a bagno in una ciotola piena d’acqua per una notte.

Il giorno successivo, scolarle e metterle a cuocere in una pentola alta d’acciaio, dal doppio fondo, appena coperte di acqua (se avete una pentola di coccio, è uno sballo). Cuocere SENZA SALE fino a quando le fave sono tenere, schiumando all’occorrenza ed aggiungendo altra acqua se necessario. Aiutandosi con un minipimer, frullare.

Aggiungere 1 litro di acqua e riportare a bollore: aggiungere i tenerumi tagliati a listarelle, le zucchine a cubetti, 2 pelati ed un mazzetto di finocchietto tritato ed, infine, 1 pugno di riso bianco (io non ho messo il riso perché uso solo riso integrale e non avrebbe fatto in tempo a cuocere ;-D). Controllare sempre il livello dell’acqua: se necessario, rabboccare.

Quando il riso è al dente (o, in assenza di questo, quando le verdure sono croccanti) aggiungere gli spaghetti spezzati: al Sud si trovano comunemente questi, qui al Nord si possono usare i più comuni spaghetti n°3, spezzandoli a mano.

Quando gli spaghetti sono cotti, condire il maccu: aggiungere sale o, meglio, il più saporito dado fatto in casa proposto da Ravanello, un bel filo d’olio EVO, pepe se gradito e servire.

Per dirla aulicamente: “panza cuntenti cori clementi, panza dijuna nenti pirduna”.

E come sempre un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!

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