Oggi, Milano, Castello Sforzesco, ore 10.30.  Oggi ringrazio di cuore il Comune di Milano e l’Assessore Chiara Bisconti per il dono fatto alla città e poi saluto la Bibi, presente insieme a me, tra le primissime file, con il quaderno degli appunti!! E diciamocelo: c-h-e-e-m-o-z-i-o-n-e!

Melanie Joy, si è formata ad Harvard, psicologa e docente di psicologia e sociologia presso l’Università del Massachusetts (Boston), in tour in Italia dal 16 al 18 novembre 2012 per la consegna del Premio Internazionale “Empty Cages 2012″ ed autrice di un libro illuminante: “Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali ed indossiamo le mucche?”.

Di cosa ci ha parlato oggi questa splendida donna? Semplice, del relativismo culturale! “Molti di noi inorridiscono al solo pensiero che a tavola ci possano servire carne di cane o di gatto. Il sistema di credenze alla base delle nostre abitudini alimentari si fonda infatti su un paradosso: reagiamo ai diversi tipi di carne perché percepiamo diversamente gli animali da cui essa deriva. [omissis] Melanie Joy analizza le motivazioni psicologiche e culturali di questa «dittatura della consuetudine» e della sua pervasività; di come, attraverso la rimozione, la negazione e l’occultamento dell’eccidio di miliardi di animali, il sistema in cui siamo immersi mantiene obnubilate le coscienze, fino a persuaderci che mangiare carne più volte al giorno sia naturale, normale e quindi necessario”. Fonte Animalisti FVG.

Ed ora, diamo la parola a Melanie. Ecco a voi la trascrizione di tutto l’intervento fatto … in un paio di puntate!

DOTT.SSA MELANIE JOY:

“Questa è la prima volta che vengo in Italia e la prima volta che vengo a Milano e sono molto contenta. Sono anche molto contenta di vedere tutta questa bellezza intorno a me e nelle persone che ho incontrato.

Siete riusciti a dare un occhiata a queste immagini? Non sono bellissime? Ogni volta che creo una nuova presentazione, impiego sempre molto tempo a scegliere le immagini giuste, che riescano ad esprimere l’essenza di quello che voglio comunicare. Questo non succede quando devo rappresentare il legame tra l’uomo e l’animale, ma soprattutto tra i bambini e gli animali: in quest’ultimo caso, trovo sempre molte più immagini di quelle che riesco ad usare, ci sono letteralmente migliaia di immagini disponibili, che catturano davvero quel senso di stupore, quel senso di comprensione, quell’affetto.

Mi sembra di capire che molti di voi mi capiscano ed annuiscano!

Visto che durante tutta la presentazione farò riferimento al legame tra umani ed animali (CONNECTION), vorrei fare qualche esercizio con voi per capirlo più a fondo. Mi piacerebbe che pensaste ad uno o più animali a cui vi siete sentiti legati nel corso della vostra vita: e con legame intendo qualsiasi cosa, dall’affetto all’amarli, per legame, in senso generale, si intende il fatto che vi sia stato a cuore il loro benessere; va bene dunque se pensate al cavallo da cui avete preso lezione di equitazione, o al gattino dei vicini, va bene anche il cane con cui siete cresciuti o l’uccellino che avete soccorso, magari un pesce o una tartaruga.

Adesso facciamo un piccolo sondaggio: alzate la mano se siete riusciti a pensare ad almeno un animale? OK! Siete in tanti!

Ed ora alzate la mano se siete riusciti a pensare a più di un animale. OK! Benissimo.

Ora alzate la mano se vi siete mai sentiti oggetto di affetto o di amore da parte di un animale? Ok … Ed ora guardatevi intorno, GUARDATE TRA DI VOI?!

Questo è davvero tanto amore!

Questo ci dice qualcosa di molto importante: noi ci teniamo agli animali, ci sentiamo legati a loro e vediamo elementi di questo ovunque, insegniamo ai nostri figli ad essere gentili nei confronti degli animali, a non fargli del male, e facciamo degli animali gli eroi delle storie per bambini, i protagonisti dei programmi a loro dedicati! Quando vediamo dei delfini che nuotano nell’oceano, quando vediamo una farfalla che è posata delicatamente su di un fiore, sentiamo un senso di stupore, che ci porta a fermarci, a parlare sottovoce e ad osservare con un atteggiamento quasi di reverenza; quando sentiamo che un animale è stato maltrattato, immediatamente ne percepiamo l’ingiustizia, ci sentiamo scandalizzati; quando ci troviamo in una fattoria didattica ed il maiale mangia dalla nostra mano, ci sentiamo speciali, siamo contenti.

Riuscite ad identificarvi n qualche esempio di quelli che ho fatto?

Anche a me succede! E quindi vorrei parlarmi di un po’ di me, della mia storia e di cosa mi ha portato qui oggi.

UN PO’ DI MELANIE JOY

Questa è una foto di me e del mio cane Fritz; mia madre mi ha raccontato che abbiamo adottato Fritz quando lui aveva due anni ed io avevo due mesi: quindi eravamo entrambi molto piccoli quando ci siamo incontrati. Lui è stato il mio primo cane, ma è anche stato il mio primo amico: facevamo tutto insieme, noi giocavamo insieme, facevamo il riposino insieme, abbiamo anche vomitato insieme un’estate durante un viaggio in macchina; e Fritz è stato anche il primo a spezzarmi il cuore quando è morto all’età di tredici anni per un tumore al fegato.

A quel tempo non potevo sapere che Fritz, o meglio il mio legame (CONNECTION) con Fritz, sarebbe stato il catalizzatore del lavoro di tutta la mia vita, e questo è quello che è poi emerso ed è sotto ai nostri occhi. Il mio lavoro di psicologa ed autrice si è sempre incentrato su un tema fondamentale, un tema centrale per la nostra coscienza e per la nostra responsabilizzazione personale, oltre che per la giustizia ecologica e sociale.

Questo tema è: STABILIRE IL LEGAME (CONNECTION).

Sono qui per parlare del legame che abbiamo:

  • con noi stessi
  • con gli altri esseri
  • e con i nostri valori fondamentali

e sono qui per palare del “sistema di valori” di un “ismo” (dottrina, ideologia) che ci separa dai nostri valori fondamentali.

Sono qui per parlare di come questo “ismo” (dottrina, ideologia) forma una lacuna (GAP) nelle nostre consapevolezze, proprio quando si tratta di compiere una delle scelte più quotidiane e fondamentali: LE NOSTRE SCELTE ALIMENTARI. Ed in che modo questa lacuna (GAP) ci porta ad agire contro i nostri stessi interessi e gli interessi degli altri?

Mi trovo qui con un obiettivo: sono qui per sensibilizzare a questo “ismo” (dottrina, ideologia) invisibile ed a promuovere la responsabilizzazione e la giustizia sociale.

What is carnism?

“Carnism is the invisible belief system, or ideology, that conditions people to eat certain animals. Carnism is essentially the opposite of veganism; “carn” means “flesh” or “of the flesh” and “ism” denotes a belief system. Most people view eating animals as a given, rather than a choice; in meat-eating cultures around the world people typically don’t think about why they find the flesh of some animals disgusting and the flesh of other animals appetizing, or why they eat any animals at all. But when eating animals is not a necessity for survival, as is the case in much of the world today, it is a choice – and choices always stem from beliefs”. Fonte: http://www.carnism.com/

LECTIO MAGISTRALIS

La presentazione si articolerà in tre parti.

  1. Prima affronteremo il problema della lacuna (GAP): che cos’è questa lacuna nella nostra coscienza ed in che modo influenza la nostra libertà di scelta?
  2. Poi discuteremo delle radici di questa lacuna (GAP): che cosa alimenta e che cosa mantiene questa lacuna (GAP) che guida le nostre scelte alimentari? E quali sono le conseguenze delle nostre scelte, su di noi e sul mondo? Ed in che modo questa lacuna riflette un “ismo” (dottrina, ideologia) che è un problema di giustizia sociale?
  3. E poi, visto che a tutti piace il lieto fine, me compresa, discuteremo della soluzione per colmare questa lacuna (GAP). Come possiamo colmare questa lacuna (GAP) e fare delle scelte più responsabili e più eque, in che modo possiamo lavorare per combattere questo “ismo” (dottrina, ideologia), questa ideologia che è collegata a così tante altre ideologie, “ismi”?

CHE COS’È LA LACUNA (GAP)?.

Ora vi parlo di questa lacuna.

Immaginate di venire invitati a cena e cha la persona che vi ha invitato a cena sia famosa per la sua pasta al ragù. E credo che per voi in Italia non dovrebbe essere difficile incontrare una simile situazione. Ditemi: trovereste questo piatto delizioso o disgustoso?

Ok. Se lo trovate delizioso, immaginate che sia così buono che decidete di chiedere la ricetta alla vostra ospite e che lei vi risponda che il SEGRETO “sta nella carne”.

Ed ecco che vi dice che dovete comprare due etti, molto magri, di  … …

di Golden Retriever!

Scartereste la carne e mangereste solo la pasta?

Prendetevi un attimo per riflettere sulle vostre sensazioni, sui vostri desideri: probabilmente quello che fino a poco tempo fa vi sembrava “cibo”, adesso vi sembra “cane morto”.

Quello che poco tempo fa vi sembrava delizioso, adesso vi sembra disgustoso?

Probabilmente la “vostra esperienza” della carne è cambiata radicalmente anche se in realtà niente della carne in sé è cambiato realmente: quindi, ditemi, cosa è cambiato?

Quello che è cambiato è la vostra PERCEZIONE della carne, la nostra percezione è la lente attraverso cui guardiamo il mondo: quando si tratta di mangiare animali, la nostra percezione è plasmata in buona parte, se non totalmente, dalla nostra CULTURA.

Nelle culture che mangiano carne nel mondo, le persone si sono abituate ad avere un ristretto numero di animali (su un numero molto più vasto), di specie che considerano “commestibili” rispetto ad altre. E, solo per questo, classificano tutto il resto come “non commestibile” e “disgustoso”.

Anche se il tipo di specie che viene consumata cambia, di cultura in cultura, i membri di ciascuna cultura tendono a pensare che le loro scelte siano razionali e che le scelte di altre culture siano “irrazionali” o anche “insensate”.

Quello che è sorprendente in tutte le culture non è la “presenza del disgusto”: il disgusto infatti è per tutti la norma, non l’eccezione, lo provano tutti anche se rivolto verso “oggetti diversi”, quello che è invece sorprendente è “l’assenza del disgusto”: come mai non siamo DISGUSTATI dal consumo delle sole 8 o 10 specie che abbiamo “imparato” a considerare “commestibili”?

Ed ancora più importante, PERCHE’ non ci chiediamo mai il PERCHE’?

Vi siete mai chiesti perché mangereste ali di pollo, ma non ali di cigno?

Un cosciotto di agnello e non un cosciotto di gattino?

Vengono entrambi da animali cuccioli!

Vi siete mai chiesti perché mangiate e mangereste, stufato di manzo, ma non stufato di porcellino d’india?

Zuppa di pesce ma non zuppa di lucertola?

VI STA VENENDO FAME?

Uova di gallina, ma non uova di piccione?

Vi siete mai chiesti perché berreste latte di mucca, ma non latte di cavallo?

E vi siete mai chiesti PERCHE’ NON VE LO SIETE MAI CHIESTI?

Quando si parla di animali commestibili, c’è una lacuna (gap), una separazione nel nostro processo mentale e nella nostra coscienza: non stabiliamo un legame consapevole tra la carne e quello che stiamo mangiando e l’animale vivo che una volta era quella carne.

Quando ero piccola, ero la schizzinosa in famiglia: in casa mia la regola era che non ci si poteva alzare da tavola finchè il piatto non era pulito e spesso mi trovavo a combattere delle lunghe battaglie serali con mia mamma; mia mamma cercava di non perdermi di vista ed io aspettavo proprio quell’istante in cui lei si distraeva un attimo per passare il mio cibo a Fritz, il mio partner in crime, che era piazzato sotto il tavolo e, se mia mamma mi sgridava, le dicevo che stavo solo accarezzando il cane. E lei mi credeva perché un sacco di altre volte, in effetti, stavo solo accarezzando il mio cane.

Nel corso di così tanti anni e così tanti pasti, non ho mai pensato quanto fosse strano che, con una mano, stavo accarezzando il mio cane, mentre con l’altra mano mangiavo una braciola di maiale: la braciola veniva da un animale che era stato tanto sensibile, tanto intelligente e tanto consapevole quanto il mio cane.

Non pensavo mai all’incongruenza che c’era nel mio comportamento e nei confronti degli altri animali, perché, in effetti, mentre mangiavo la braciola, non pensavo che stavo mangiando un altro animale.

Avrei dovuto essere consapevole che mentre mangiavo “carne”, qualcuno aveva dovuto morire per la mia porzione di cibo, ma non facevo il collegamento o meglio sapevo, ma non sapevo.

C’era una lacuna (GAP) nella mia conoscenza: e questa lacuna (GAP) nella conoscenza blocca “la realtà” della carne, quella che non vogliamo vedere, blocca anche i nostri pensieri autentici sulla carne: vi ricordate quando vi ho detto che vi stavate mangiando un golden retriver? Probabilmente non avete potuto fare a meno di pensare all’animale vivo ed anche di avvertire un senso di disgusto.

Però, quando eravate convinti di stare mangiando carne di manzo, probabilmente non avete pensato all’animale vivo e non avete provato un senso di disgusto.

Quindi, quando non siamo consapevoli della realtà della carne, né dei nostri sentimenti e delle nostre sensazioni nei confronti della carne, allora non siamo nemmeno consapevoli che abbiamo una scelta, che compiamo una scelta ogni volta che mangiamo carne.

Quindi la lacuna nella conoscenza ci deruba della possibilità di compiere scelte consapevolmente, perché senza consapevolezza non può esserci libera scelta.

Per buona parte della mia vita, non ho mai messo in discussione questa scelta di mangiare mucche, galline, perché non sapevo che era una scelta.

Nessuno mi aveva mai chiesto: se volevo mangiare animali? Come mi sentivo all’idea di mangiare animali? Se credevo nel fatto di mangiare animali? Nessuno mi aveva mai incoraggiato a pensare a questa scelta quotidiana che ha delle implicazioni così profonde, sia dal punto di vista etico che personale: MANGIARE ANIMALI ERA UN DATO DI FATTO, UNA CONSUETUDINE.

E, sorprendentemente, la nostra cultura ci insegna a ponderare con maggiore attenzione quale marca di shampoo acquistare, piuttosto che quale specie animale mangiare e perché? E ciò è sorprendente perché le nostre scelte alimentari hanno un impatto così profondo sulle nostre menti, sui nostri corpi e sul mondo. Le scelte alimentari sono davvero una questione di vita o di morte: ora che abbiamo un po’ inquadrato questa lacuna (GAP), possiamo concentrarci sulla prossima serie di domande.

COSA PROVOCA QUESTA LACUNA E QUALI SONO LE CONSEGUENZE?”

Ravanelli, per ora vi saluto! A presto per la seconda parte della Lectio di Melanie Joy! Per chi è impaziente, suggerisco la visione di questo bel video!

Per questa bella giornata, un grazie speciale a Melanie: conservo nel cuore la sua dedica! “Dear B. and L., thank you for being witnesses”.

E come sempre, un buon, buon appetito da Ravanello Curioso.

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AGGIORNAMENTO DEL 20 novembre 2012:
Ed ecco tutta la Lectio Magistralis scaricabile in PDF! Buona Lettura!
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