Carissimi amici Ravanelli, ecco la terza ed ultima parte della Conferenza della Dott.ssa Melanie Joy. Melanie Joy, si è formata ad Harvard, psicologa e docente di psicologia e sociologia presso l’Università del Massachusetts (Boston) ed è stata in Italia dal 16 al 18 novembre 2012 in occasione del tour italiano per la consegna del Premio Internazionale “Empty Cages 2012″.

Sabato 17 novembre 2012 ha tenuto una Lectio Magistralis su un tema incredibilmente attuale, nella suggestiva cornice del Castello Sforzesco di Milano, con il PATROCINIO DEL COMUNE DI MILANO: per la terza volta, ringrazio di cuore il Comune di Milano e l’Assessore Chiara Bisconti per l’incredibile dono fatto alla città.

  1. Qui trovate la 1° parte della conferenza, integralmente trascritta.
  2. Qui trovate la 2° parte della conferenza, integralmente trascritta.

Ed ora diamo la parola alla Dottoressa Melanie Joy.

“Perchè tutti mangiamo carne? Perchè è normale, naturale e necessario, è la risposta che mi danno tutti! Faccio questo esercizio con migliaia di persone e le persone mi rispondono sempre immediatamente e tutti mi dicono che è Normale, Naturale e Necessario. Perché secondo voi tutti sanno la risposta?

Perché l’abbiamo sempre sentita tutti, ripetuta da tutti.

Le stesse argomentazioni sono state usate per giustificare pratiche violente attraverso tutta la storia dell’umanità:

  • anche la schiavitù è stata “normale, naturale e necessaria”,
  • la dominazione maschile è stata “normale, naturale e necessaria”,
  • la supremazia eterosessuale è stata “normale, naturale e necessaria”.

Analizziamo brevemente ognuno di questi miti.

MANGIARE CARNE E’ NORMALE

Quello che crediamo “normale” in realtà è frutto di credenze, convinzioni e comportamenti della cultura dominante, è la “norma carnistica”. E il carnismo come “norma sociale” è così radicato che è impossibile vederlo a meno che non ci si allontani, non si esca dal seminato. E per aiutarvi ad uscire dal seminato vorrei fare con voi un altro piccolo esercizio.

Vorrei che immaginaste di essere sempre a quella cena, con la vostra pasta con il ragù, e che la vostra ospite vi stesse appena dicendo che state mangiando un ragù di golden retriver: adesso però immaginate di dirle come vi sentite! E dopo che lo avete fatto, lei vi risponde, vi dice di “non preoccuparvi”, di “non sentirvi male” perché il cane che vi ha servito nel ragù ha avuto una bella vita, ha giocato, ha corso, ha stretto amicizia con altri cani, ed anche con alcune persone nella sua vita, prima di essere UCCISO QUANDO AVEVA SEI MESI.

Vi sentite un po’ meglio all’idea di mangiarlo, adesso?

Forse NO?

Allora vi faccio questa domanda: se vi opponete all’idea che un cane, un golden retriver, venga ucciso all’età di sei mesi solo perché alla gente piace il “sapore della sua carne”, perché non vi opporreste al fatto che la STESSA ED IDENTICA COSA venga fatta ad un altro animale?

Il CARNISMO come “norma sociale” è così radicato che ci rende ciechi di fronte alla constatazione che il trattamento umano della carne è un trattamento assurdo. Il trattamento umano della carne è un mito, un mito costruito da coloro che sono nel business della violenza e che si rivolge a coloro che normalmente non accetterebbero mai una simile violenza e li persuade che “mangiare carne è normale”.

MANGIARE CARNE E’ NATURALE

Quello che chiamiamo “naturale” è in realtà l’interpretazione della cultura dominante della storia e non si riferisce alla “storia dell’umanità”, ma alla “storia carnista”: non si riferisce ai nostri antenati che mangiavano frutta, ma ai loro discendenti che mangiavano carne.

In pratica guardiamo indietro nella storia solo tanto quanto ci fa comodo per poter giustificare le pratiche carniste: ma anche lo stupro, l’omicidio e l’infanticidio sono pratiche altrettanto radicate nella storia quanto il fatto di mangiare carne, eppure non ci serviamo della “longevità” di queste pratiche per giustificarle oggi.

Vogliamo davvero usare il comportamento dell’uomo di Neanderthal come parametro per giustificare le nostre scelte etiche oggi?

MANGIARE CARNE E’ NECESSARIO

Quello che chiamiamo “necessario” è in realtà quello che serve a mantenere la “dominazione carnista”, per mantenere lo status quo del carnismo, per mantenere il sistema.

Lascio che questa immagine parli da sola.

(La slide proiettata da Melanie è animata: vi è inserito un contatore che calcola il numero di animali che vengono uccisi mentre noi guardiamo l’immagine ed è decisamente impressionante il numero di animali uccisi da quando è stata aperta questa slide).

Un mito correlato a questo è il “MITO DELLA PROTEINA”, il “MITO DELLA FORZA”, ma, anche questo, è solo un mito. Lo sapevate che potete essere abbastanza forti da sollevare una macchina pur non avendo mai mangiato un grammo di carne?

LA PAURA DEL CAMBIAMENTO

Rispetto alla resistenza che io stessa avevo nel confrontarmi con questa problematica, riconosco l’impatto incredibile che i miti avevano: non avrei potuto colmare la lacuna nella mia coscienza fino a quando non fossi stata disposta ad intraprendere il cambiamento nei miei comportamenti.

E per compiere questo cambiamento avrei dovuto sentirmi abbastanza sicura per farlo, avevo molta paura, molte preoccupazioni.

  • Mi sarei ammalata?
  • Mi sarei rovinata economicamente a comprare cibi vegetariani costosissimi?
  • Avrei dovuto vivere mangiando solo TOFU – CARTONE? E questo era davvero un problema per me perché una delle cose che preferisco nella vita sono: cucinare e mangiare.
  • E la mia vita sociale?

Mio padre è un pescatore professionista. Mio zio è stato un cacciatore per tutta la sua vita. La mia matrigna, di origine ebraica, fa una meravigliosa zuppa di polpette di manzo. La mia tata italiana ci ha sempre imbottito di lasagne. E mia mamma, che è di origine libanese, non perdeva occasione di preparare un piatto arabo a base di agnello, ogni volta che ci trovavamo per un’occasione speciale.

Quindi, mi chiedevo, che cosa sarebbe successo se avessi RIFIUTATO le TRADIZIONI che mi LEGAVANO alla mia FAMIGLIA?

Quello di cui non mi rendevo conto allora è che, sebbene il cambiamento FACCIA SEMPRE PAURA e cambiare i comportamenti radicati è sempre, in qualche modo, difficile, non capivo che questo tipo di CAMBIAMENTO MI AVREBBE DATO TANTISSIMO POTERE.

Non mi rendevo conto che:

  • sarei stata molto più in salute oggi, che ho 46 ANNI, di quanto non lo ero quando avevo metà dei miei anni di oggi,
  • o che avrei cucinato e mangiato ancora più abbondantemente,
  • non mi rendevo conto che i legami più profondi che ci uniscono agli altri non si sostanziano perché si seguono i dettami della tradizione, ma si CONSOLIDANO quando ciascuno diventa una persona integra ed autentica. Autenticità e integrità sono i pilastri di qualsiasi relazione significativa.

John Fitzgerald Kennedy ha detto: CREDERE NEI MITI PERMETTE L’AGIO DELL’OPINIONE, SENZA IL DISAGIO DEL PENSIERO”.

JFK non sottovalutava la potenza dei miti e non dovremmo farlo neanche noi. Perché i MITI SULLA CARNE PREVALGONO, nonostante vi siano prove inconfutabili contro di essa. E prevalgono perché il “sistema” è così radicato, il sistema è ACCOLTO e MANTENUTO da TUTTE LE ISTITUZIONI sociali, dalla famiglia allo stato, che si PERPETUA DA SOLO.

Questa idea è resa in maniera molto efficace da un sociologo, Frédéric Bastiat, economista e scrittore francese, filosofo politico liberale del 19° secolo: “Quando il saccheggio diventa uno stile di vita, noi creiamo per noi stessi, nel corso del tempo, un sistema legale che lo autorizza ed un codice morale che lo glorifica”.

Quando nasciamo in un sistema radicato quale quello del “carnismo”, inevitabilmente ne assorbiamo la logica: in altre parole INTERIORIZZIAMO il carnismo, impariamo a guardare il mondo attraverso la lente del carnismo, ed il carnismo usa una serie di sistemi che distorcono la nostra percezione degli animali e della carne, in modo che possiamo sentirci sufficientemente giustificati nel consumarla. Il carnismo, per esempio, ci insegna a considerare gli animali come oggetti (ndr a REIFICARLI. Reificare: “Far decadere a cosa, trattare alla stregua di cosa materiale”- dal Dizionario Treccani).

Quindi impariamo a chiamare questo pollo “QUALCOSA”, anziché “QUALCUNO”.

Ed impariamo a chiamare questo cucciolo “esso”(in inglese: IT) anziché “egli o ella” (in inglese: He or SHE).

Il carnismo ci insegna a considerare gli animali come ASTRAZIONI che non hanno nessun tipo di personalità o di individualità: un maiale è un maiale e TUTTI I MAIALI SONO UGUALI.

E come capita ed è capitato ad ALTRE VITTIME DI IDEOLOGIE VIOLENTE ci riferiamo a loro con DEI NUMERI, invece che con dei nomi. Fonte foto: ANPI.

Un macellaio che ho intervistato per la mia tesi di dottorato mi ha detto: “Non penso agli animali da allevamento come individui, non potrei svolgere il mio lavoro se avessi questo rapporto personale con loro; quando dici individui, tu ti riferisci ad una persona unica, irripetibile, una persona con un nome e le sue caratteristiche, che ha i propri giochi preferiti, giusto? Si, preferirei non saperlo, sono sicuro che sia così, ma preferirei non saperlo”.

Il carnismo ci insegna a classificare gli animali secondo RIGIDE CATEGORIE nelle nostre menti, così che possiamo

– PROVARE SENTIMENTI DIVERSI

– E METTERE IN ATTO COMPORTAMENTI DIVERSI

a seconda delle diverse specie di animali.

Per esempio una signora che mangia carne, mi ha detto che lei mangia regolarmente carne; e quando le ho chieste se mangiava “vitello” si è ammutolita e mi ha detto: “immaginiamo che io venga a casa tua e che tu mi dica che ho appena mangiato vitello, probabilmente vomiterei, dovrei assolutamente espellere quello dal mio corpo”.

E quando le ho chiesto “come mai?”, mi ha risposto “perché il vitello è un cucciolo! Non posso mangiare un cucciolo”.

Quindi quando siamo dentro al carnismo, non vediamo in pieno le assurdità del sistema, bensì vediamo immagini come questa o questa: qualcuno che MUTILA IL PROPRIO CORPO PER ESSERE MANGIATO.

E rimaniamo indifferenti, piuttosto che offenderci.

O piuttosto vediamo immagini come queste

E RIDIAMO,

piuttosto che PIANGERE.

Voltaire ha detto:

SE CREDIAMO A DELLE ASSURDITA’, COMMETTEREMO DELLE ATROCITA’.

Il carnismo è SOLO UNA delle ideologie violente che sono una parte infelice della storia dell’umanità e benché le esperienze individuali dei gruppi di vittime saranno sempre in un qualche modo uniche, le ideologie in sé sono strutturate similarmente e la mentalità che rende la violenza possibile è la stessa.

È la mentalità della DOMINAZIONE, dell’assoggettamento, del privilegio e dell’oppressione, è la mentalità che ci porta a trasformare qualcuno in qualcosa.

A ridurre U N A  V I T A

in una

UNITA’ P R O D U T T I V A.

A cancellare

l’ESSENZA

DI QUALCUNO.

E’ la mentalità della RAGIONE CHE STA DALLA PARTE DEL PIU’ FORTE.

Che ci porta a sentirci autorizzati ad esercitare un CONTROLLO ASSOLUTO su coloro che sono più deboli solo perché “possiamo farlo” e che ci permette di sentirci giustificati nelle nostre azioni perché sono solo

SELVAGGI,

DONNE,

ANIMALI.

E’ la mentalità della CARNE.

Se riusciamo a vedere i legami, i fili che collegano tra di loro tutte le ideologie violente potremmo evitare di continuare a commettere atrocità. Ecco perché è fondamentale che INCLUDIAMO NELLA NOSTRA CONSAPEVOLEZZA tutti i sistemi di oppressione, compreso il “carnismo”.

Mangiare animali non è solo una questione di etica personale, è l’inevitabile risultato finale di un sistema oppressivo radicato.

Mangiare animale è una questione di GIUSTIZIA SOCIALE.

Martin Luther King ci aveva messo in guardia saggiamente: “Un’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia per la giustizia ovunque”.

Però

è

vero

anche

il contrario: “La giustizia in qualsiasi luogo è una minaccia all’ingiustizia ovunque”. E la giustizia non è un concetto astratto.

La giustizia è una pratica. Una pratica che può essere portata avanti ovunque. Per le strade della capitale, in un tribunale, in un castello, e possiamo praticare la giustizia anche nei nostri piatti. Questo ci porta alla parte finale della presentazione.

QUAL È LA SOLUZIONE?

Ora che sappiamo cos’è il carnismo, cosa possiamo fare? Qual è la soluzione?

Risponderò a questa domanda con una domanda che rivolgo a voi.

Perché ci serviamo delle difese del carnismo?

Perché?

Perché “we care”, perché ci sta a cuore,

perché CI STANNO A CUORE GLI ANIMALI

E CI STA A CUORE LA VERITA’.

Il carnismo invece dipende, si mantiene e si alimenta grazie al fatto che a noi NON IMPORTA: il sistema è costruito sulla negazione.

Ho parlato del fatto di mangiare animali per 20 anni, ormai, e non ho praticamente mai trovato una persona che non apparisse sconvolta quando vede un animale che soffre.

La buona notizia è che il CARNISMO E’ UN CASTELLO DI CARTA.

E’ un sistema vulnerabile che ha bisogno di una fortezza molto potente per proteggersi dai suoi stessi fautori: NOI.

Perché altrimenti avremmo bisogno di tutte queste peripezie psicologiche, se non perché la questione ci sta a cuore?

Il fatto che ci sta a cuore è SIA IL PROBLEMA, SIA LA SOLUZIONE.

È quello che ci porta a voltare lo sguardo alla verità, ma il fatto che ci teniamo è anche ciò che ci da il coraggio per guardare in faccia la verità. Il coraggio di testimoniare. Quando testimoniamo osserviamo la verità con i nostri occhi, la nostra mente e con i nostri cuori.

Quando testimoniamo ci identifichiamo in un altro, vediamo qualcosa di loro in noi e qualcosa di noi in loro, anche se fosse che l’unica cosa in cui ci identifichiamo è il desiderio comune di non soffrire. Quando testimoniamo “empatizziamo” l’uno con l’altro: vediamo il mondo attraverso i loro occhi. Quindi quando compiamo scelte che hanno un impatto su di loro, ci chiediamo: “che cosa vorrebbe LUI o LEI, che cosa vorrebbe che io facessi?”. Quando testimoniamo, stabiliamo il legame e colmiamo la lacuna nella nostra coscienza e diventiamo più responsabili, abbiamo più potere perché siamo più “integrati”, ci sentiamo completi, più collegati con i nostri valori fondamentali, valori come la compassione, la giustizia, la reciprocità, valori che si contrappongono in maniera netta al carnismo. Pratichiamo una maggiore integrità, è l’integrità è l’integrazione di VALORI e COMPORTAMENTO.

La testimonianza può assumere tantissime forme. Pensate alla caduta del muro di Berlino. Alle manifestazioni piazza a Tahrir. La musica rivoluzionaria degli anni 60.

Testimoniare può significare firmare o non firmare in nome della giustizia. Può significare trovarsi all’angolo di una strada a distribuire volantini.

Testimoniare può voler dire organizzare, tenere o ascoltare una conferenza.

Se ci pensate attraverso il corso della storia umana, praticamente ogni atrocità è stata resa possibile grazie al fatto che la popolazione si è voltata dall’altra parte per non guardare una realtà che riteneva troppo dolorosa da affrontare. E ogni rivoluzione, ogni trasformazione sociale è stata possibile perché un gruppo di persone HA SCELTO DI TESTIMONIARE ed ha preteso che altri testimoniassero.

Considerate i numerosissimi testimoni attraverso la storia, alcuni famosi, ma la maggior parte sono eroi innominati nella storia.

E questo potenziale di trasformazione della testimonianza collettiva è la ragione per cui sistemi che opprimono devono negare la “verità sociale” dell’attivismo che vi si contrappone. Ad esempio, i leader, coloro che guidano i movimenti, sono sempre raffigurati come “parziali”, “faziosi”, “prevenuti”, “estremisti” quando sfidano le pratiche faziose, parziali ed estremiste della cultura dominante.

Sono descritti come troppo emotivi o sensazionalisti, quando sfidano l’apatia ed il torpore della cultura dominante.

SE SPARIAMO AL MESSAGGERO, NON DOBBIAMO PRENDERE SUL SERIO LE IMPLICAZIONI DEL MESSAGGIO CHE PORTA.

Ed il VERO POTERE del movimento è sempre “negato” o “minimizzato”.

Ecco perché, nonostante quello che la cultura carnista dominante vorrebbe farci credere, c’è motivo di essere molto, ma molto speranzosi.

Il MOVIMENTO VEGANO, che si contrappone al CARNISMO, sta fiorendo: negli Stati Uniti si registra una tendenza che possiamo vedere in tutto il mondo! Il numero di vegetariani e vegani è RADDOPPIATO negli ultimi 3 anni.

Ed una indagine pubblicata su Businessweek ha rivelato che la maggior parte degli imprenditori e dei dirigenti americani stanno diventando vegani.

Sempre più persone, leader e celebrità si stanno allontanando dal carnismo. Ellen ha addirittura un sito dedicato a come si diventa vegani.

Ci sono migliaia di libri di cucina vegana, cibi alternativi, ristoranti vegani, stanno spuntando come funghi dappertutto.

Quindi ANDARE OLTRE IL CARNISMO ci consente di entrare a far parte di una comunità di milioni di persone che VOGLIONO CELEBRARE LA VITA E COLTIVARE LA COMPASSIONE. Ci permette di diventare parte di qualcosa che è più grande di noi.

Per chiudere il cerchio. Fritz.

Il mio primo cane è stato per molti versi anche il mio primo insegnante, mi ha insegnato che l’amore è il legame più alto e la più alta forma di giustizia, e non dovrebbe essere delimitato da confini arbitrari quali quelli della “specie”.

Amare un altro individuo significa rispettarne l’essenza, significa rispettare e capire che, per quanto diversi possono essere da noi questi altri individui, hanno UNA VITA a cui loro tengono e che è importante per loro. Fritz mi ha insegnato a testimoniare, mi ha insegnato che la parola amore è un verbo e questo è l’obiettivo della mia presentazione di questa mattina, è l’obiettivo di tutta la mia vita professionale che mira a sensibilizzare sul carnismo, perché, nel bene e nel male, prendiamo tutti parte al sistema.

Quindi la nostra scelta NON è SE PARTECIPARE, ma IN CHE MODO PARTECIPARE.

Grazie alla consapevolezza possiamo scegliere di essere testimoni attivi piuttosto che spettatori passivi, grazie alla consapevolezza possiamo condurre vite più autentiche, e fare scelte più libere. Grazie alla consapevolezza davvero possiamo diventare, come diceva Gandhi, il “cambiamento che vogliamo vedere avvenire nel mondo”. GRAZIE.”

WOW, WOW, WOW.

E come sempre, un buon, buon appetito da Ravanello Curioso.

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AGGIORNAMENTO DEL 20 NOVEMBRE 2012:

Ed ecco tutta la Lectio Magistralis scaricabile in PDF! Buona Lettura!
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