Ma bentrovati a tutti splendidi Ravanelli: buona Epifania! Avete mai mangiato questa delizia conosciuta come il Roscòn de Reyes?

DSC_6441 “Da Madrid a Barcellona, Santander, Siviglia, Almeria. In tutte le città della Spagna la sera del 5 gennaio le strade si riempiono di gente, musica, risate, divertimento. C’è aria di festa e le Fiestas in Spagna sono una cosa seria. Straordinari carri allegorici cigolano tra rutas e carreteras, carrozze e personaggi fantastici sfilano incontro ai generosi protagonisti di ogni 5 Gennaio, Los Reyes Magos. Hanno attraversato mari e montagne, fiumi e deserti e oggi sfidano la folla distribuendo caramelle e dolciumi. Poi quando cala la notte, tutti sono andati a dormire e le pantofole dei bambini sono piene di biada per i cammelli, i Re Magi continuano il loro viaggio e di casa in casa portano i doni tanto attesi. La mattina del 6 Gennaio mentre migliaia di bambini italiani svuotano le loro calze, i piccoli spagnoli scartano i regali mentre nell’aria si diffonde il profumo di un dolce tradizionale: il Roscòn!”. Fonte: mammagiramondo. “E’ il dolce tipico del pranzo dell’Epifania in Spagna. Consiste in una ciambella di pasta soffice, cotta al forno e decorata con pezzetti di frutta candita e glassata. Il roscón si mangia solo il 6 gennaio, giorno in cui tradizionalmente avviene lo scambio dei regali di Natale e non manca mai sulle tavole delle famiglie spagnole. L’origine di questa ciambella risale ai dolci circolari che si offrivano al tempo dell’impero romano al dio Jano. La tradizione vuole che il roscón contenga una sorpresa, nascosta nella pasta del dolce, per portare fortuna ad uno dei commensali. In tempi più recenti viene inserita anche una fava, che indicherà lo “sfortunato” che dovrà pagare il dolce!”. Fonte: doitspainDSC_6439

“In tutta Spagna solitamente non è Babbo Natale a portare i doni, ma i Re Magi la notte tra il 5 e il 6 gennaio. I bimbi scrivono delle letterine a Los Reyes Magos (Melchor, Gaspar e Baltasar) chiedendo loro quello che desiderano. Nella fervente attesa de Los Reyes Magos che si fa? Si mangia Roscón de Reyes (con o senza panna, riempito con qualsiasi cosa si voglia!). liviaIn realtà le origini del Roscón de Reyes non hanno molto a che vedere con i Re Magi ma sì con le saturnali romane, le feste dedicate al dio Saturno. Per queste feste si facevano torte rotonde con fichi, datteri e miele e si distribuivano tra plebei e schiavi. Nel III secolo fu poi introdotta in queste torte una FAVA SECCA: colui che trovava la fava era il re dei re per un giorno! Questo dettaglio goliardico è ovviamente rimasto nella tradizione spagnola, dove ogni Roscón de Reyes contiene una fava secca o una statuina del re. Chi trova la statuina é il re per un giorno, chi trova la fava pagherá il roscón l’anno seguente!!!!”. Fonte: Roscòn de Reyes.

Nella foto, del lontano 2007, la Ravanellina aiuta un fornaio di Saragoza nella preparazione dei Roscones.

Ed ora veniamo alla nostra ricetta, veganizzabile in un baleno e facilissima per chi già lavora con la pasta madre (o, nell’attesa di procurarsela, con il lievito di birra). La maggiore ispirazione per la ricetta me l’ha data lei, La Olivada, con qualche piccola modifica. Per chi non avesse mai assaggiato il dolce, preciso che la ciambella ha una consistenza molto simile al pan brioche, è molto poco dolce e le note caratteristiche dell’impasto sono la sofficità ed il profumo d’arancia. I canditi, per lo più tropicali, completeranno il quadro a meraviglia e le farciture, scelte a piacere, renderanno il Roscòn degno di un Re!

Ingredienti per la “masa madre”:

  • 50g di latte di soia
  • 50g di farina
  • 40g lievito di birra fresco

Oppure optare per:

Altri ingredienti:

  • 50 g di malto di riso
  • 1 buccia d’arancia grattugiata
  • 1 cucchiaio di farina di ceci impastata con acqua
  • 30 g di olio EVO
  • 140 g di farina di tipo 2
  • un pizzico di sale
  • una bella manciata di frutta candita: qui si va di mango, papaya, zucca, arancia e soprattutto tante ciliege
  • 1 C di rum e acqua di fiori d’arancia o polvere magica di agrumi

Preparazione: preparare il lievito “tutto punto” e mettere a lievitare per 3/4 ore oppure preparare la masa madre con lievito di birra: in una ciotola mescolare il lievito di birra con il latte di soia caldo ed, una volta sciolto, aggiungere 50 g di farina fino ad ottenere un impasto liscio (leggermente appiccicoso). Coprire la ciotola con pellicola trasparente o con un canovaccio e lasciare riposare l’impasto per almeno 2 ore.

DSC_6444Mescolare il malto con la scorza d’arancia e mescolare il lievito tutto punto o la masa madre con l’olio. Aggiungere anche 140 gr di farina, il rum e l’essenza di arancia e un pizzico di sale. Impastare insieme fino a quando si ottiene una palla liscia e bella omogenea. Coprire e lasciare riposare nuovamente per altre 2 ore. Togliere l’impasto dalla ciotola e arrotolare come una biscia: dargli la forma di un grande anello, lasciando un foro al centro (per assicurarsi che la pasta non si espanda troppo al centro, deporvi un coppa pasta nel mezzo e lasciarlo anche in cottura).

Poggiare il roscòn su una teglia ricoperta di carta da forno e nascondere per benino o la figura del re (avvolto in un pezzettino di carta da forno) o la fava secca, a proprio piacimento. Coprire ancora il roscòn e lasciamo riposare per almeno 1 ora. Alla fine decorare il ciambellone con frutta candita, che in questa ricetta è tipicamente e fantasticamente tropicale ed un pò di malto sbattuto con acqua.

Cuocere in forno preriscaldato a 180 ° C per circa 20 minuti. Quando il dolce è freddo, se si vuole esagerare, farcire con crema al cioccolato o crema pasticcera fatte in casa … e si, vegan, perchè sono anche più buone!DSC_6445

E mi raccomando avvisate tutti i commensali … prima che a qualcuno vada un Rè Magio di traverso!

E se vi va, vi ricordo che avete tempo fino al giorno 11 gennaio 2013, ore 23:59, per partecipare al contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli! Si, insomma, il contest dove Marco Bianchi è il GIUDICE e dove tutti quelli che partecipano VINCONO!!

E, come sempre, un buon, buon appetito da Ravanello Curioso!

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