Ecco arrivate le festività dei morti ed ecco che la Chef Papalo y Papalotl papaloha avviato una strepitosa produzione di Calaveras … si, si, proprio di Teschi! Ma non è mica impazzita: mettetevi comodi, se vi va, che vi sto per raccontare una bella storia.

In Messico si celebrano i Día de los Muertos, dal 1 al 2 novembre, nello stesso momento in cui vengono celebrate le feste cristiane dell’Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. I festeggiamenti possono durare molti giorni, riprendendo le tradizioni precolombiane che ne sono all’origine, prima che la festa venisse recuperata e adattata dalla Chiesa cattolica. altar de los muertos2Le celebrazioni avvengono a suon di musica, bevande e cibi tradizionali dai colori vivi, combinati a numerose rappresentazioni caricaturali della morte.

Per gli antichi mesoamericani la morte non aveva le connotazioni morali della religione cattolica, nella quale le idee di inferno e paradiso servono per punire o premiare; al contrario, essi credevano che le rotte destinate alle anime dei morti fossero determinate dal tipo di trapasso che avevano avuto e non causate dal loro comportamento in vita.

(Foto: sculture con scheletri realizzate per la Giornata dei Morti al Museo de Arte Popular, Città del Messico) Fonte: qui

I funerali precolombiani erano accompagnati da offerte che contenevano due tipi di oggetti: quelli che, in vita, erano stati utilizzati dal defunto e quelli che avrebbero potuto servirgli nel suo transito all’altro mondo. Per questo l’oggettistica funeraria era molto variegata: strumenti musicali di fango, ocarine, flauti e sonagli a forma di teschi, sculture che rappresentavano gli dei della morte, crani di diversi materiali (pietra) giada, vetro, bracieri, incensieri ed urne.

Quando gli spagnoli arrivarono in america nel XVI secolo fusero i propri riti a quelli degli indigeni locali, dando luogo ad un sincretismo che mescolò tradizioni europee e precolombiane. Facendo coincidere il Giorno di tutti i Santi alla festa mesoamericana si creò il Giorno dei Morti.

ALTAR DE MUERTOS

Nelle case messicane, durante queste festività, vengono preparati gli Altar de muertos, altari domestici dedicati ai morti della propria famiglia.

OLYMPUS DIGITAL CAMERASono costruzioni simboliche sulle quali si depositano fiori e alimenti per rendere tributo ai defunti. Gli altari dei morti dei nostri giorni sono il risultato di combinazioni di ideologie preispaniche, credenze legate alla cosmovisione proprie della cultura mesoamericana e credenze religiose europee: su di essi troneggiano oggetti ricchi di significato e di messaggi per chi è rimasto e per chi se n’è andato. Se volete saperne di più, vi consiglio di approfondire a questo link.

altar de los muertos

Papalo y Papalotl ha predisposto l’altare domestico che vedete sopra ed ha avviato anche una produzione professionale di Calaveras vegani e biologici, semplicemente STREPITOSI. Cosa sono i Calaveras?

CALAVERAS

I calaveras sono tradizionalmente teschi di zucchero molto utilizzati nelle celebrazioni del Giorno dei Morti in Messico; le loro dimensioni variano dai 2 fino ai 20 cm. I dolci sono fatti di zucchero di canna, raramente aromatizzati alla vaniglia, quasi sempre composti da un unico panetto decorato da coloranti vegetali verde, azzurro, giallo, rosso e fogli di carta d’oro alimentare. Sul teschio è generalmente scritto il nome del defunto.

dia de los muertos2Ai calaveras dolci si possono affiancare piccoli giocattoli di fango a forma di cranio, realizzati con due parti concave, utilizzati come sonagli e dipinti di nero, rosso e argento. Nell’antichità il teschio giocattolo si affiancava alla tradizione di “chiedere teschio”, che consisteva nell’uscire a chiedere l’elemosina per comprare calaveras da collocare negli altari delle chiese e delle tombe durante le feste.

I Calaveras di Papalo sono realizzati così: fiocchi di amaranto e malto di riso, fiori di cacao, semi di zucca, 0% zucchero, 100% sani.

calaveras-orgcanicas

Una intera produzione biologica, vegan e così deliziosa da … Morire di Bontà!congelador

Su questi simboli, oltretutto, in Messico c’è un tale florilegio di ironia da far rabbrividire qualsiasi italico medio; per questo urge fare una precisazione.

Questi simboli possono essere percepiti offensivi da altre culture, ma in Messico vengono vissuti in modo estremamente naturale, in quanto la morte viene esorcizzata e non assume connotati simili al culto europeo.

Fatte le dovute premesse, sentiamo cosa ci racconta Papalo da Città del Messico.

Ora arriva quello che, per me, è un momento magico dell’anno qui in Messico e che ho imparato a rispettare e celebrare con un pizzico (abbondante) di ironia … Le festività dei Morti. Quest’anno alcuni personaggi (che ovviamente ancora non trovano pace nell’aldilà) hanno iniziato a infastidirmi: sono alla ricerca di un pò di fama per pagare il loro debito alla vita e per rispondere alla nota legge del contrappasso che governa il mondo sotterraneo.”

Quale migliore occasione per raccontarvi dell’assurda morte di questi bellissimi calaveras? Ve li presento da sinistra a destra. 

calaveras-orgca1nicas

  • TINA: è andata ad una festa e nessuno ha iniziato a ballare; è morta di noia;
  • FRANCO: ha studiato fino a tarda notte, è stato trovato morto di sonno;
  • ALBA: ha affrontato un impegnativo detox di un mese; non ha retto il ritmo di frullato ed è morta di fame
  • PACO: gli hanno raccontato la barzelletta del cucchiaio ed è morto di risate.

Nella speranza che qualcuno racconti anche a me la barzelletta del cucchiaio, vi auguro buone feste!

rav-fb1E come sempre, un buon, buon appetito da Ravanello Curioso e Pàpalo y Papalotl!

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NOTA BENE per quanto attiene alle ricette della sezione VIVA MEXICO: ingredienti e varietà saranno da declinare secondo il proprio territorio e le proprie stagioni. Trovate l’articolo originale in questo post di Pàpalo y Papalotl, a cui potete anche scrivere (è italiana!) e trovate Pàpalo anche su facebook.

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