Cari Ravanelli, come va la vostra giornata di Santo Stefano? Per celebrare a dovere questi giorni di festa, vi propongo un pasticcio al forno che s’ha da fare davvero! Per me è nato dall’esigenza di dare il colpo di grazia a un pò di avanzi e, come sempre capita in questi casi, ne vengono fuori degli esperimenti strepitosi!

DSC_6947Poichè io sono in fase di grandi pulizie e sto digiunando da un paio di giorni (si, si … pure a Natale! XD), non ho avuto modo di gustarlo, ma mi fido di chi ha fatto il bis leccando il piatto. Alla luce di questa nuova e curiosa esperienza, mi sto misurando nel ruolo di cuoco “olfattivo”: niente di radical chic, tranqui, è solo che, non mangiando, decido se un piatto è pronto in base all’odore che ha. Funziona, davvero!

Questa ricetta la porto dritta dritta a Salutiamoci, l’ormai famosissimo gioco di Lo, Cobrizo, Brii e Ravanello Curioso, per il mese di dicembre tutto dedicato alle CRUCIFERE (cavolo verza,salutiamoci200 cappuccio, cavolo nero, cavolini). In questo gioco cosa si fa? Si propongono ricette, si raccolgono e si sperimentano!

La sfida consiste nel cucinare qualcosa di buono, bello e soprattutto sano, alla scoperta di nuovi ingredienti nel rispetto della loro stagionalità, approfondendo la conoscenza del rapporto tra cibo e salute, ed evitando soprattutto facili scorciatoie industriali o scelte che prediligano solo l’occhio o il palato senza tener conto della salubrità nel lungo termine”.

Questo mese ci ospita La Tana del riccio! E mi raccomando, correte a vedere il blog di Salutiamoci!

IL POMODORINO DEL PIENNOLO

Il pomodorino del Piennolo è un prodotto eccezionale di cui ho fatto conoscenza grazie alla mitica Teresa de Masi di Gennarino e Scatti golosi; viene coltivato sulle falde del Vesuvio ed apprezzato sul mercato sia allo stato fresco, venduto appena raccolto sui mercati locali, che nella tipica forma conservata appesa, ossia “al piennolo”.Pomodorino2-800

Foto di Parks.it/Parco Nazionale Vesuvio.

Le peculiarità del “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP” sono la elevata consistenza della buccia, la forza di attaccatura al peduncolo, l’alta concentrazione di zuccheri, acidi e altri solidi solubili che lo rendono un prodotto a lunga conservazione durante la quale nessuna delle sue qualità organolettiche subisce alterazioni; peculiarità profondamente legate ai fattori pedoclimatici tipici dell’area geografica in cui il pomodorino è coltivato dove i suoli, di origine vulcanica, sono costituiti da materiale piroclastico originato dagli eventi eruttivi del complesso vulcanico Somma-Vesuvio. Queste caratteristiche consentono di procrastinare il consumo delle bacche, integre e non trasformate, per tutto l’inverno successivo alla raccolta, fino a sette-otto mesi, utilizzando locali areati e senza il supporto delle moderne tecnologie di conservazione. (Fonte: sito delle Regione Campania, Assessorato Agricoltura).

Ecco perchè porto anche questo ingrediente a Salutiamoci! Il mio stupendo piennolo di 3 kg è appeso in cucina, ad un chiodo, e mi offre generoso i suoi frutti ogni volta che mi va.

Ed io non ho nemmeno più sensi di colpa quando mi coccolo con prelibatissimi spaghetti raw, inondati di amabile sugo crudo del pomodoro del Piennolo! Slurp.DSC_6950

Ingredienti e dosi per 4 persone:

  • 1 kg di miglio bio cotto con il metodo della non cottura (peso da secco 300 gr)
  • sale integrale fino qb
  • erba cipollina secca bio qb
  • qualche cucchiaio di farina integrale di mais bio
  • olio EVO bio

Per la farcia:

  • 1 kg di cavolo nero bio, lavato e privato della costa (vedere qua)
  • 200 gr di pomodorini del piennolo bio DOP
  • 5 pomodorini secchi bio
  • olive nere denocciolate bio, una quindicina
  • origano secco bio qb
  • rosmarino secco bio qb
  • sale integrale un pizzico
  • olio EVO bio

Per la copertura:

Procedimento:

Accendere il forno a 200 gradi.

In padella, far soffriggere un C di olio EVO ed un C di acqua; versarvi il cavolo nero tagliato grossolanamente, i pomodorini del piennolo tagliati in due, i pomodori secchi, le olive nere e gli aromi. Far saltare solo un paio di minuti, giusto per insaporire, salare e ridurre tutto in crema. Far raffreddare.

Nel mentre, prendere una pirofila di vetro; spennellarla di olio e spolverarla con la farina di mais.DSC_6990

Frullare il miglio con il minipimer, condendolo con olio, sale ed erba cipollina. Assaggiare (oppure annusare) e correggere secondo gusto. Se risultasse troppo denso, potete pure aggiungervi dell’acqua, poco alla volta, avendo cura che venga completamente assorbita. Prendere metà dose di miglio e, con l’aiuto di un cucchiaio, spalmarla nella pirofila. Livellare per bene.

DSC_6976Versare tutta la farcia di cavolo nero e pomodorini sul miglio e far compattare un poco. Ricoprire con l’altra metà della crema di miglio.

Spolverare generosamente con grana vegan e, qua e là, cucchiaiate di caprino veg. Infornare per circa 45 min o anche un’ora fino a completa doratura. Tirare fuori dal forno e far riposare dieci minuti prima di servire.

La ricetta si può personalizzare in tutti i modi possibili; io vi consiglio di provare anche con un golosissimo ripieno di Cavolfiori arrostiti, che abbiamo già visto qui. E’ davvero strepitosa!

facebookE, come sempre,

un buon, buon appettito da Ravanello Curioso.

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