Cari Ravanelli, bentrovati!

Finalmente, dopo tanta attesa, arriva la ricetta del Kimchi, un fermentato tipico coreano adatto ai palati che amano i sapori forti! In casa ci dividiamo in due fazioni: gli amanti del peperoncino (IO, IO, IO, IO! Posso mangiarne quantità galattiche!) e gli amanti dell’aglio (Ravanellina e Ravanello). Così, per accontentare tutti, ho preparato due versioni di Kimchi: una rosso fuoco (con peperoncino e senza aglio), l’altra candida (con aglio e senza peperoncino)!

La ricetta? La ricetta non faccio nemmeno la fatica di scriverla, perché ha già fatto tutto egregiamente la mitica ed insuperata Erbaviola: clikkate qui per leggere il suo post perché vi racconta diverse cose interessanti su questo incredibile alimento!

Da parte mia, l’invito è quello di preparare il Kimchi con il sottofondo di questa canzone fichissima che mi ha fatto conoscere quel geniaccio di Germogli di Soia!

Quindi ora passo la parola alla ricetta di Erbaviola e condivido con voi le foto step by step della mia preparazione. Con queste dosi io ho ottenuto 4 vasi da un kilo.

‘Ingredienti per il Kimchi

  • 1 cavolo cinese grande, da circa 400-500 g (Brassica oleracea varietà Chinensis)
  • 300 g di carote
  • 1 rafano (daikon) di medie dimensioni
  • 1 grossa cipolla rossa fresca oppure 2 cipolle di Tropea fresche
  • 4 cipollotti bianchi freschi
  • 4 cucchiai di tamari
  • 60 g di sale grosso integrale (50 g se usate il sale rosa dell’Himalaya)
  • 1 testa di aglio
  • 3-4 cm di radice di zenzero
  • 1 mela a pasta compatta, tipo Golden
  • 100 g di peperoncino in polvere
  • 50 grammi di farina di riso integrale

Procedimento

Tagliare il cavolo a metà, sciacquarlo e tagliarlo a liste spesse, procedendo parallelamente alla parte delle radici. Mettere il cavolo così tagliato in una ciotola grande, di vetro o ceramica. Versarvi sopra il sale grosso e impastarlo con le mani, massaggiando come si fa con per i crauti. Lasciare riposare per due ore coperto con un piatto e un peso: quest’operazione rende le foglie più morbide e ne estrae i succhi, preparandole alla fermentazione e ad assorbire i condimenti. Mentre il cavolo è in pressa, si prepara la pasta di peperoncino.

Utilizzando un piccolo frullatore tritare gli spicchi d’aglio spellati e privati del cuore, aggiungendo poi la mela privata solo del torsolo, la cipolla, lo zenzero e il tamari. Aggiungere infine il peperoncino e frullare fino ad ottenere una consistenza omogenea. Mettere da parte la pasta di peperoncino.

 

Preparare le restanti verdure così: carote tagliate a julienne, cipolla e cipollotti affettati, daikon tagliato a cubetti. Se avete un food processor, potete fare tutto nella stessa ciotola cambiando solo il tipo di lama, tanto andrà tutto mischiato. A questo punto, ci troveremo con questi ingredienti: una ciotola di pasta di peperoncino speziata, cavolo cinese pressato e salato, una ciotola di carote, cipolle, cipollotti e daikon tagliati.

E’ il momento di preparare la crema di riso. In un pentolino, versare 50 g di acqua naturale e far scaldare a fuoco basso, mentre si aggiunge a poco a poco la farina di riso, mescolando con una frusta fino a che non inizia a sobbollire. Lasciare addensare un paio di minuti. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare, magari trasferendola in una ciotola fredda.

Intanto che la crema di riso raffredda, trasferire tutte le verdure tagliate e la salsa di peperoncino nella ciotola del cavolo, senza buttare il liquido che avrà espulso il cavolo: è la prima salamoia di fermentazione. Mescolare tutto delicatamente dall’alto al basso e far riposare coperto mezz’ora. Aggiungere la crema di riso fredda, sempre mescolando delicatamente dal basso verso l’alto.

Assaggiare il composto per verificare che sia abbastanza salato, si può rimediare aggiungendo un altro cucchiaio di tamari.

Invasarlo e riporlo a fermentare in una cantina molto fresca (circa 12°C) per tre giorni, dopo di che si conserva in frigorifero (o tradizionalmente fuori di casa negli inverni freddi) dove la fermentazione procede molto lentamente per altri sei mesi.

Il kimchi fatto in casa e fermentato 5-6 mesi ha un sapore eccezionale.

In realtà il kimchi fatto con questa ricetta si potrebbe anche mangiare subito oppure dopo i primi 3 giorni di fermentazione, ma non è un fermentato dalle mille virtù se prima non fermenta!”.

E ora andate e KIMCHIZZATE IL MONDO!

Io andrò a cuocere il riso al vapore, che servirò accompagnato a qualche tonnellata di KIMCHI!!!!!!! ❤ ❤ ❤

PS: vi ricordo che gli ultimi ricettari free li trovate qui!

E, come sempre,

un buon,

buon appetito da Ravanello Curioso.

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